lunedì 25 aprile 2011

Sala Travaglio

Per le future MAMME: Ecco un dettagliato decalogo su cosa è bene sapere sull'Ospedale dove andranno a partorire.
Durante il Corso Preparto, molte donne visitano la struttura Ospedaliera per avere una idea su cosa troverà al momento del PARTO.
Di solito nel Reparto Ostetricia di tutti gli Ospedali c'e un settore riservato alle malattie della gravidanza e un altro separato dal primo che comprende la sala travaglio, la sala parto e  la nursery o nido.
La SALA TRAVAGLIO è collegata con la sala parto, quindi in genere è separata dal resto del reparto per mezzo di porte a vetri ad accesso riservato. Prima di questa barriera c'e una zona dove i parenti possono aspettare la nascita del bimbo. In alcuni Ospedali la sala travaglio può fungere anche da sala parto.
L'arredo di una sala travaglio è simile a quello delle solite stanze d'ospedale: il letto, il comodino, le sedie e un armadio. Le apparecchiature per il monitoraggio sono su rotelle e vagono spostate da un letto all'altro. Ci sono poi dei lettini su rotelle che servono al trasporto delle donne che non possono camminare. Annessi alla sala travaglio ci sono il bagno e spesso una stanzetta dove vengono praticate la depilazione e il cristere. Se è permessa l'assistenza alla partoriente, i parenti 1 0 2 persone al massimo possono stare vicino al letto.

Sopravvissuta la neonata più prematura del mondo

Parto prematuroÈ avvenuto in Germania lo scorso novembre il parto più prematuro del mondo, che ha avuto come protagonista la piccola Frieda, nata a 21 settimane di gravidanza e attualmente in buona salute, pronta a lasciare finalmente la clinica per tornare a casa con i genitori.
Si tratta di un evento straordinario, considerando che la neonata alla nascita pesava solo 460 grammi per 28 centimetri di lunghezza. Secondo il quotidiano Bild, che ha diffuso la notizia, l’evento rappresenta un record per quanto riguarda i bambini sopravvissuti ai parti prematuri.
Oggi la bimba ha raggiunto un peso ottimale che le consentirà, a breve, di essere dimessa dall’ospedale. Con tre chili e mezzo, infatti, la neonata pesa più o meno come un bambino nato regolarmente al termine di una gravidanza senza complicazioni.
“Si tratta di un miracolo, perché un bambino nato prima del 22esima settimana di gravidanza non ha nessuna possibilità di sopravvivere a causa dello sviluppo insufficiente dei polmoni, cuore e cervello. Frieda è stato accudita in un ambiente completamente sterile, sotto assistenza respiratoria e nutrita attraverso un cordone ombelicale artificiale”.
In gergo prettamente medico, questo caso rientra nei parti prematuri definiti estremi, vale a dire avvenuti prima delle ventiquattro settimane di gestazione. La piccola Frieda aveva anche un fratello gemello, Kilian, che tuttavia è sopravvissuto solo pochissimi giorni dopo il parto.

fonte diredonna.it

Monitoraggio cardiotocografico

 E' un esame effettuato tramite il cardiotocografo che con sonde a ultrasuoni appoggiate sull'addome della futura mamma,rivela il battito cardiaco del nascituro e al tempo stesso l'intensità delle contrazioni uterine.E anche capace di rivelare un'eventuale sofferenza fetale.

sabato 23 aprile 2011

Capoparto

Le lochiazioni (le perdite post parto con cui l'utero si liberadel rivestimento interno creatosi durante la gravidanza) non vanno confuse con le mestruazioni. Il primo ciclo mestruale che si verifica dopo il parto è detto “capoparto” e compare dopo un periodo di tempo molto variabile da donna a donna. Può infatti avvenire subito dopo la lochiazione o ritardare di mesi dopo il parto. Il capoparto, rispetto a un ciclo “normale”, potrebbe essere più abbondante e durare qualche giorno in più del solito (8-10 giorni).
Se la neomamma allatta al seno, a causa degli alti livelli di prolattina in circolo nel sangue, le mestruazioni possono arrivare anche al termine del periodo dell’allattamento, esserci più o meno tutti i mesi o comparire saltuariamente. Tutte queste possibilità entrano nella norma e non devono preoccupare la neomamma.
Il ritorno del ciclo mestruale non controindica l'allattamento al seno anche se è stato osservato che, in coincidenza con la ripresa del flusso, si verifica una momentanea riduzione della produzione di latte. Durante questi giorni, a causa della presenza nel latte materno di ormoni femminili, può capitare che, talvolta, il lattante si alimenti meno volentieri e possono determinarsi, in modo occasionale e transitorio, disturbi digestivi, evacuazioni più frequenti e meno consistenti, irritabilità e lievi eruzioni cutanee, tutti motivi non sufficienti, tuttavia, per abbandonare l'allattamento materno. E' falso invece il convincimento comune che con le mestruazioni il latte cambi notevolmente di sapore: è possibile invece che, a causa di un'aumentata concentrazione di sodio, cloro e altri costituenti del sangue, il latte materno assuma un sapore lievemente più salato.
Attenzione! L'allattamento non va mai considerato come metodo anticoncezionale. Nonostante l’ormone prolattina sia molto elevato (e quindi dovrebbe bloccare l’ovulazione) è possibile l’instaurarsi di una gravidanza durante il periodo dell’allattamento (anche se non fossero ancora comparse le mestruazioni). Pertanto è assolutamente consigliato l’uso di un metodo anticoncezionale in caso di rapporti sessuali.

Contrazioni Braxton Hicks

Queste contrazioni prendono il nome dal ginecologo che le ha scoperte,e nn sono altro che le contrazioni preparatorie che accompagnano la donna dal terzo trimestre in poi sino al parto,diciamo che sono delle mini contrazioni indotte dal feto stesso che si muove bruscamente,oppure quando la vescica e' piena,o quando in genere si ci affatica molto! La differenza tra queste e quelle del travaglio e' che le braxton nn durano nel tempo,al massimo qualche ora..quelle del travaglio invece,una volta avviate,portano nella maggior parte dei casi al parto e inoltre si intensificano di dolore..le braxton invece restano stabili sia come intensita' che come durata,inoltre quelle del travaglio sono regolari e cadenzate nel tempo,le braxton invece nn si presentano con ritmi precisi e sono altalenanti come durata,molte future mamme si accorgono di averle e invece altre no,questo puo' dipendere dalla futura mamma e dalla sua corporatura...se una futura mamma è piu' in carne,fatichera' ad accorgersi di averle,inoltre,chi ha una tensione muscolare piu' elastica,,non nota addirittura nessun irrigidimento.

Rottura delle acque

PictureIl parto sta per avere inizio quando si manifestano contrazioni ravvicinate e regolari; perdita del tappo mucoso e rottura del sacco e la perdita delle acque, il bambino nasca immediatamente; a volte il travaglio inizia senza che ci sia avvenuto e spesso è lostetrica a dover rompere il sacco manualmente. Ecco cosa pu verificarsi quando si perdono le acque.

UNA PROTEZIONE NATURALE
Durante i nove mesi di gestazione, il liquido amniotico ha protetto tuo figlio dalle aggressività esterne. Grazie al liquido amniotico, composto da cellule provenienti dal feto, lanugine, vernice caseosa (lo strato di grasso che ricopre la pelle del piccolo) e acqua, il bebè ha potuto mantenere una temperatura costante ed era protetto. La membrana che contiene le acque è una specie di sacco semitrasparente, sottile, nel quale si trovano il bambino e il liquido amniotico e che finirà per rompersi prima del parto.

QUANDO SI PERDONO LE ACQUE DI SOLITO?
Allinterno dellutero, il bimbo è completamente circondato da membrane, ed è proprio quando queste si rompono, con conseguente fuoriuscita del liquido amniotico, che si pu dire che si sono perse le acque.
Quando arriva il momento del parto, il bimbo sotto la forte spinta delle contrazioni, con la sua testolina spinge contro il collo dellutero, provocando la rottura del sacco, già teso a causa dellaumento della pressione interna al sacco stesso.
Di solito questo avviene al termine della gravidanza, proprio durante il travaglio, quando sopraggiungono le tipiche contrazioni del parto (non quelle di Braxton-Hicks, che caratterizzano la prima fase del travaglio).
Se la rottura delle acque avviene prima del travaglio, si parlerà di rottura intempestiva delle membrane e dovrai recarti comunque in ospedale, dove i medici valuteranno se è il caso di procedere con un parto indotto, oppure fare in modo di prolungare la gravidanza, se lepoca gestazionale è davvero molto precoce.
Lo sviluppo del bimbo, infatti, potrebbe non essere ancora completo, e quindi potrebbe essere opportuno tentare anche di prolungare la gravidanza stando per attenti alle possibili infezioni.

LA ROTTURA DEL SACCO E INDOLORE
Quando si rompe il sacco, la quantità delle acque che fuoriesce, generalmente è molto abbondante. Se la rottura è totale, il flusso sarà sicuramente più intenso. Non avvertirai alcun dolore, sia nel caso in cui si rompano in modo spontaneo, oppure manualmente; questo perchè le sostanze che formano la membrana contenente acqua, non hanno terminazioni nervose.
Se le acque si perdono dopo che sono iniziate le contazioni, queste diventeranno più dolorose, ma ci ti consentirà di partorire più rapidamente.

DUE INDIZI IMPORTANTI
Nelle ultime settimane di gravidanza, è normale qualche perdita di urina e anche le perdite vaginali si fanno più abbondanti.
Per questo motivo, molte donne non riescono a capire se si tratta di perdite di liquido amniotico, oppure no.
Se hai dei dubbi a riguardo, prova a fare così:
E bene mettere sempre un assorbente igienico ed anche controllare ogni quanto si rende necessario cambiarlo. Se la perdita di liquido è abbondante, molto probabilmente si sono rotte e membrane.
Il liquido amniotico ha un odore molto particolare, del tutto diverso da quello tipico dellurina oppure delle classiche perdite vaginali.

QUANDO SI TRATTA DI UNA VERA URGENZA
Una volta perse le acque, non è necessario recarsi durgenza in ospedale. Bisogna per prima cosa considerare due fattori:
- LA QUANTITA Se la perdita di liquido non è abbondante (non è un flusso continuo, ma solo qualche goccia), puoi aspettare anche un paio di ore, prima di recarti in ospedale per essere certa che si tratti di membrane rotte e comunque se sei in dubbio recati in ospedale.
Se il liquido è intenso, anche se il liquido si mostra limpido, dovrai andare in ospedale.
- IL COLORE E proprio il colore del liquido che ti farà capire se cè urgenza di recarsi in ospedale.
Se il liquido appare limpido e incolore, puoi andare con relativa calma, ma se appare verdastro o rossastro, in questo caso dovrai recarti in ospedale al più presto, anche se la perdita di liquido è scarsa.
Se le acque non sono limpide, è a causa del meconio, la prima pop del bimbo, e in questo caso potrebbe essere un segnale di sofferenza fetale; ecco perchè devi andare subito in ospedale, dove i medici potranno veerificare il vostro stato di salute e decidere se procedere con un parto naturale oppure fare un cesareo.

E SE LE MEMBRANE NON SI ROMPONO DA SOLE?
Qualche volta il parto inizia con le contrazioni e con la perdita del tappo mucoso, ma le membrane non si rompono spontaneamente.
Solo a 15 donne su 100 le membrane si rompono prima che le contrazioni abbiano inizio, mentre nella maggior parte dei casi, si rompono quando la dilatazione è quasi completa.
Se questo non dovesse avvenire in nessuno dei due casi sopra citati, sarà lostetrica stessa oppure il tuo ginecologo a romperle (aminorexi). Non ti devi preoccupare perchè non sentirai dolore, sarà utilizzato un piccolo strumento in plastica, che viene introdotto in vagina.
Grazie a questa manovra, il parto si accellera, la testa dl bambino scende e si appoggia sullingresso del canale del parto, esercitando così una maggiore pressione sul collo dellutero, e le contrazioni diventano più efficaci

venerdì 22 aprile 2011

Il pianto del bimbo

PictureIl pianto di un bimbo non è sempre una cosa negativa (anche se e difficile pensarla cosi alle 4 mattino). Nei primi giorni di vita,i neonati comunicano quasi essenzialmente attraverso il pianto o la mancanza di esso;solo attraverso la tonalità e l'intensità hai possibilità di capire i suoi bisogni.

Rischio parto prematuro: un test lo svela


Impossibile fino ad oggi sapere con certezza qual’è il rischio di parto prematuro. Ora invece, grazie agli scienziati statunitensi della Brigham Young University (BYU), ci sarà la possibilità di eseguire un semplice test del sangue, durante il secondo trimestre, per predire nella quasi totalità dei casi se si è a rischio di parto pretermine.
“Quello che mancava – spiega il dottor Steven Graves della BYU – è un metodo di valutazione dei rischi. Il nostro approccio è stato quello di guardare le molecole presenti in natura che sono presenti nel sangue delle donne per vedere se siamo in grado di identificare i peptidi e piccole proteine che sono a livelli quantitativamente diversi nelle donne che vanno incontro a queste complicazioni”.
Una ricerca durata 9 anni, ma con un grande esito: è possibile- utilizzando soltanto una goccia di sangue prelevata alla ventiquattresima settimana di gravidanza- conoscere l’entità del rischio.
“Con il rischio di una nascita prematura, se si potesse prolungare una gravidanza di una o due settimane, si potrebbe avere un grande impatto sul numero di bambini che sopravvivono e fare in modo che quelli che sopravvivono siano in buona salute. Con un solo intervento, si potrebbe avere un impatto davvero enorme”- spiegano gli esperti sulla versione online dell’ “American Journal of Obstetrics and Gynecology”.

fonte bergamosera

giovedì 21 aprile 2011

Pancione al sole per prevenire la sclerosi multipla

Bmj: la ridotta esposizione alla luce solare nel primo trimestre di gravidanza, abbassando i livelli di vitamina D della madre, aumenta il rischio di sclerosi multipla per il nascituro
 
Una responsabilità in più per le donne in gravidanza. La mancata o insufficiente esposizione al sole durante i primi tre mesi di gravidanza, e quindi un abbassamento dei livelli di vitamina D, aumenta il rischio che il nascituro sviluppi la sclerosi multipla negli anni a venire.Sono le conclusioni di uno studio australiano pubblicato sul British Medical Journal e che ha analizzato i dati di 1524 persone affette da sclerosi multipla nate tra il 1920 e il 1950. L’analisi ha evidenziato nella popolazione dei pazienti una concentrazione di nati nei mesi di novembre e dicembre, in piena estate australe. Questo indica che i primi mesi di gravidanza coincidevano con l’inverno, quando le madri in attesa preferiscono restare al coperto per evitare il freddo.
Specularmente era molto più basso il numero di pazienti affetti da sclerosi multipla nati in maggio e giugno: in questi casi il primo trimestre di gravidanza coincideva con i primi mesi estivi.La correlazione tra il mese della nascita e il rischio di sviluppare sclerosi multipla non è nuova. Ora arriva la conferma da questo ampio studio.
Quanto alle ragioni del fenomeno, i ricercatori sono convinti che le variazioni nell’esposizione alla luce solare in gravidanza abbiano effetto sullo sviluppo del sistema nervoso centrale e di quello immunitario del nascituro. “La supplementazione di vitamina D per la prevenzione della sclerosi multipla dovrebbe essere considerata anche durante lo sviluppo del feto”, ha scritto l’epidemiologa Judith Staples, coautrice della ricerca.

fonte quotidianosanita

‘Mamme fit’ per bebé in forma

Dedicarsi ad una regolare ma leggera attività fisica durante il periodo di gravidanza può migliorare la salute futura del neonato, favorendo il controllo del peso del piccolo ancora nella pancia della madre, oltre alla linea di quest’ultima. A promuovere lo stile di vita delle ‘mamme fit’ è uno studio condotto dai ricercatori dell'Università di Auckland (Nuova Zelanda) e della Northern Arizona University (Usa).
Le donne obese o in sovrappeso sono molto più inclini a partorire bebé extralarge, cosa che li espone a futuri problemi di salute, con il passare degli anni. La ricerca, condotta su 84 donne alla prima gravidanza, ha dimostrato che l'attività fisica, senza eccessi, è associata a neonati un pò più leggeri ma senza problemi di crescita. Gli studiosi hanno diviso il gruppo di future mamme sotto osservazione, sottoponendo la metà a sedute di 40 minuti sulla cyclette 5 volte a settimana, fino alla 36esima settimana di gravidanza. Le altre invece si sono dedicate all’ozio. In media le 'mamme fitness' hanno partorito piccoli con un'altezza media analoga a quella dei figli delle ‘colleghe’ in panciolle, ma più leggeri di 143 grammi.
Questo, dicono gli studiosi, suggerisce che il regime di attività fisica non interferisce con la crescita in utero, ma riduce il quantitativo di grassi extra accumulato dai piccoli, come si legge sul 'Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism'. “Dal momento che le grosse dimensioni alla nascita sono associate con un aumentato rischio di obesità – ha affermato Paul Hofman, che ha diretto la ricerca - una modesta riduzione del peso alla nascita può avere dei benefici a lungo termine per il neonato, riducendo i pericoli negli anni a venire”. Tanto che, secondo Anne Dornhorst, specializzata in ricerche sul metabolismo delle donne incinta, sta diventando chiaro che “l'esercizio fisico in gravidanza può far bene alla salute di mamma e bambino”.

fonte quotidianosanita



mercoledì 20 aprile 2011

il colore degli occhi e genetico

PictureIl corredo cromosomico contiene le informazioni ovvero i geni,che avranno le caratteristichedel bebe che deve nascere.Esistono due tipi di geni: dominanti e recessivi nel momento in cui avviene il concepimento i geni si fondono e di solito i dominanti hanno la meglio sui recessivi. La tonalità dell'iride,se un bimbo la mamma cono gli occhi scuri e il papà invece con il gli occhi chiari avrà la meglio gli occhi sucri che sono nel gene dominante che e quello materno.

Niente zucchero nel ciuccio

PictureSpesso si pensa che mettere il ciuccio nello zucchero lo può rendere molto accettabile al bambino,invece e sbagliatissimo farlo. Lo zucchero può provocare la carie,causata dalla proliferazione dei batteri che si nutre dello zucchero,anche se i denti da latte non sono ancora spuntati,il contatto molto prolungato con lo zucchero produce effetti negativi sui denti entro i suoi primi 2 anni di vita,e saranno molto soggetti alla carie. Mettendo sempre questo gusto dolce alla bocca del bimbo, facendolo abituare,cosi vorrà sempre questo gusto per tranquillizzarsi,facendo cosi lo predisponi al rischio di obesità.

Togliere il ciuccio

  • La mia piccola il ciuccio non lo ha mai voluto!ho provato subito dopo la sua nascita..ma niente da fare...oggi ha sei mesi e ancora non ne vuol sapere....ormai lascio stare...a questo punto il ciuccio e' inutile...
  • Noi c stiamo lavorando!!!! Mattia ha 13 mesi e x ora riusciamo a darglielo solo x la nanna!!!prima lo aveva sempre in bocca :/
    L'unica cosa la settimana scorsa di febbre alta e virus ha mandato all'aria il precedente lavoro ma vedendolo stare male così ti fa esaudire ogni sua richiesta!!!!

Il vasino....alcune esperienze di mamme

  • Io le avevo comprato un vasino tenerissimo che le era piaciuto tanto per i colori... all'inizio sembrava diffidente perchè non capiva come si utilizzava... allora le ho insegnato che doveva fare tutto li... si è convinta subito.
  • Alla mia bimba ho tolto il pannolino la scorsa estate, lei aveva 18 mesi. ho passato l'estate a raccogliere pipì da terra (e nn solo) ma prima dell'arrivo dell'inverno era perfettamente capace di fareda sola. ora ha 28 mesi e fa la pipì da sola nel suo bel vasino, si pulisce e si riveste. quest'estate mi tocca il compito davvero difficile....togliere il pannolino la notte. x ora sono già 4 mesi ke il pomeriggio dorme senza e va bene....staremo a vedere cosa succederà la notte!
  • Inizierò quest'estate col caldo ma la vedo dura. Intanto metto i pannolini lavabili per fargli sentire il "fastidio" di essere umido quando fa la pipì. Con gli usa e getta si sentono sempre asciutti (però li uso la notte);Lo sta usando come poltroncina. Speriamo faccia presto il suo buon uso!!

martedì 19 aprile 2011

Crosta Lattea



La cosidetta crosta lattea è un problema molto diffuso fra i lattanti tanto che ben 2 bambini su 3 ne sn affetti sin dai primi giorni di vita. Al contrario di quanto suggerito dal nome, la crosta lattea ( che i realtà non è altro che dermatite seborroica ) non ha nulla a che vedere con l'alimentazione del neonato, ne con la somministrazione di latte materno o artificiale, piuttosto si tratta, come nel caso dell'acne neonatale, di un eccessiva produzione di sebo dovuta presubilmente agli estrogeni materni.



ps. la migliore cura per toglirla da mamma vi dico kche l'olio per bambini gli e lo si mette in testa lasciandola ammorbidire x un giorno e poi con il pettinino apposta gli si toglie subito! =) miraccomando però fatelo dolcemente perchè non lo sopportano tanto quel pettinino!